Cookie Consent by Privacy Policies Generator website Shelly Scanner - Manuale

Manuale minimo

L'uso di Shelly Scanner è piuttosto intuitivo; in questa pagina sono comunque raccolte le informazioni essenziali.
Di seguito l'elenco dei bottoni che compongono la toolbar:
  • Riesegue la scansione della rete alla ricerca dei dispositivi connessi.
  • Aggiorna immediatamente lo stato di tutti i dispositivi.
  • Apre una finesta che riporta le informazioni complete del dispositivo selezionato in formato json.
  • Apre una finesta che riporta i log del dispositivo selezionato. I dispositivi di prima generazione consentono soltanto la visione di uno o due file di log (i log devono essere stati preventivamente abilitati dall'interfaccia web del dispositivo); al contrario i dispositivi di seconda generazione rendono disponibili i log in streaming e dalla finestra è possibile abilitare/disabilitare i log, bloccare temporaneamente (fino alla chiusura della finestra) i refresh di Shelly Scanner per il dispositivo (per interrompere la generazione dei relativi messaggi di log), selezionare il livello di log.
  • Apre l'interfaccia grafica del dispositivo selezionato sul browser di sistema.
  • Esegue il backup della configurazione di uno o più dispositivi. Se sono selezionati più dispositivi l'applicazione chiede di selezionare una cartella dove salvare tutti i file che, in questo caso, assumono il nome di default. Se doveste avere l'esigenza di modificare le informazioni prima del ripristino, sappiate che i file di backup, con estensione sbk, sono in realtà un insieme di file di testo in formato json zippati; i backaup dei dispositivi di seconda generazione contengono anche gli eventuali scipt che però, in questo momento, non sono ripristinati.
  • Esegue il restore della configurazione del dispositivo selezionato. Il restore può essere effettuato su un dispositivo diverso da quello che ha generato il file di backup purché dello stesso tipo; in questo caso verrà chiesta conferma prima di procedere. Durante il processo di restore l'applicazione può chiedere, se necessario per il ripristino, le password di: restricted login, wi-fi1, wi-fi2, server mqtt. Non tutti i paramenti vengono ripristinati ma ad ogni avanzamento di versione se ne aggiungono di nuovi.
  • Apre una finestra dalla quale è possibile gestire globalmente alcune caratteristiche dei dispositivi selezionati al momento dell'attivazione di questa funzione. Per agevolare la selezione di tutti i dispositivi sono disponibili due pulsanti in basso a destra sulla barra di stato; per ovvi motivi le modifiche non hanno effetto sui dispositivi fuori linea. Nello specifico si possono gestire:
    • Firmware update all'ultima versione stabile o alla beta corrente (da notare che mantenendo il puntatore del mouse su un numero di versione compare l'identificatico completo della versione stessa);
    • WI-FI di backup (WI-FI 2 per i dispositivi di seconda generazione)
      Se ci sono più dispositivi selezionati è possibile configurare soltanto connessioni con hdcp;
    • Restricted login
      Se ci sono dispositivi di seconda generazione il nome utente deve essere necessariamente "admin";
    • configurazione MQTT
      I campi lasciati vuoti in questa sezione non vengono alterati sul dispositivo.
  • Gestione degli script (Solo dispositivi di seconda generazione). Si apre una finestra che elenca gli script esistenti sul dispositivo selezionato consentendo di rinominarli e abilitarli o disabilitarli. Da qui possono anche essere svolte le seguenti operazioni:
    • Cancellazione;
    • Creazione;
    • Esecuzione / stop;
    • Download e upload (anche di script di grosse dimensioni).
    Si può osservare l'output degli scipt sulla finestra di log che puo' essere aperta contemporaneamente. Il livello di log degli script è inferiore a 0 (errore) quindi, a questo scopo, consiglio di impostrare il livello di log a 0.
  • Riavvia (previa conferma) tutti i dispositivi selezionati.
  • Attiva la "vista completa": vengono visualizzate tutte le colonne informative; la finestra si ingrandisce, o resta invariata, secondo uno dei criteri definiti nei settings applicativi. Quando questa modalità è attiva il pulsante diventa .
  • Esporta i valori della tabella in un file in formato CSV.
  • Stampa la tabella.
  • Configurazione di alcune impostazioni dell'applicazione. Da qui è possibile, per esempio, scegliere quali colonne visualizzare, selezionare la modalità di connessione o definire i valori di default (utente e PIN) per l'accesso ai dispositivi protetti (attenzione: la password è memorizzata in maniera non sicura sul disco).
  • Fornisce informazioni sull'applicazione (contiene anche il link per caricare questa pagina).

Le contenuto delle colonne della tabella ha un significato generalmente evidente tuttavia alcune precisazioni possono risultare utili:
  • I simboli che possono apparire nella colonna Stato hanno i seguenti significati:
    • On line;
    • Informazioni in aggiornamento;
    • Dispositivo protetto, occorre effettuare il login (si può fare dal menu contestuale - tasto destro del mouse);
    • Dispositivo non raggiungibile;
    • Il dispositivo è in errore (nella maggior parte dei casi la causa è da attribuire ad un malfunzionamento dell'applicazione probabilmente determinato da un firmware non aggiornato).
  • Cloud (En/com) contiene una informazione duplice: abilitazione del cloud / effettiva connessione al cloud;
  • Uptime (s) è il tempo trascorso dall'ultimo riavvio (o dall'aggiornamento del firmware) espresso in secondi; il tooltip, che compare mantenendo il puntatore per qualche istante sul riquadro dell’uptime, dà lo stesso valore in giorni, ore, minuti e secondi;
  • Il tootip della colonna Command, se non è visibile la colonna Source, consente di verificare a quale evento è attribuibile l’ultimo cambiamento di stato; il dato, come sempre e' fornito da ogni dispositivo ma la mia sensazione è che non sia sempre affidabile.

Qui sono descritti alcuni dettagli che ad un primo sguardo possono sfuggire e che di seguito vengono brevemente elencati:
  1. Se l'applicazione non trova all'avvio tutti i dispositivi (tenendo conto che alcuni Shelly alimentati a batteria: Button 1, Flood, D&W, ... diventano visibili soltanto nel momento in cui si attivano) è probabile che il computer su cui gira Shelly Scanner ed i dispositivi non si trovino esattamente sulla stessa rete. In questo caso occorre configurare alcuni parametri applicativi dall'apposita finestra (attenzione: le modifiche di questi parametri sono applicate solo al successivo avvio dell'applicazione).
    Nel caso in cui il computer ha più di una interfaccia di rete fisica o virtuale (VPN) è necessario configurare l'applicazione in modo che effettui il "full scan"; in questo caso, rispetto al "local scan", la ricerca dei dispositivi sarà lievemente più lenta.
    Se i dispositivi si trovano su una rete separata (è, per esempio, il caso di una sottorete dedicata ai dispositivi domotici) occorre impostare lo "scan by IP" che però non consente la scoperta di alcuni Shelly alimentati a batteria come Button 1, Flood e D&W.
    In alternativa è possibile avviare l'applicazione da terminale chiedendole di ignorare le impostazioni correnti di scansione con la seguente riga di comando: java -jar <path completo>\shellyscan-x.x.x.jar aggiungendo il parametro -fullscan per utilizzare il "full mDNS scan", -localscan per il "local mDNS scan" oppure -ipscan x.y.z.a-b dove x.y.z è il prefisso della rete, a e b sono rispettivamente il primo e l'ultimo indirizzo da verificare (esempio: -ipscan 192.168.1.1-254).
  2. Doppio click su una riga della tabella (ma non sulla colonna "Command") mostra le informazioni dettagliate del dispositivo corrispondente (equivale al click sul bottone della toolbar o del menu contestuale) oppure apre la pagina web dello stesso dispositivo sul browser di sistema ; questo comportamento è definito dalle impostazioni dell'applicazione.
  3. Alcuni comandi eseguibili dalla toolbar possono essere applicati ad un solo dispositivo alla volta, altri invece hanno effetto su tutti i dispositivi selezionati. I bottoni sulla toolbar che funzionano su dispositivi multipli restano attivi quando è selezionato più di un dispositivo. Questo vale anche per la funzione "settings".
  4. Cliccando su una riga della tabella con il tasto destro del mouse viene selezionato il dispositivo corrispondente e si attiva un menu contestuale che ripropone parte dei bottoni della toolbar.
  5. Il filtro per righe può essere usato con dei comandi da tastiera: ctrl-S cicla tra i valori della combo che consente di scegliere su quale colonna è effettuata la ricerca; ctrl-F seleziona il campo di testo sul quale digitare i caratteri per la ricerca; ctrl-E seleziona il campo di testo e lo svuota.
  6. Dai settings applicativi è possibile scegliere quali colonne sono mostrate dall'applicazione nella tabella. L'ordine delle colonne può essere modificato semplicemente trascinando l'intestazione con il puntatore. La posizione viene ricordata al successivo riavvio di Scelly Scanner. L'esportazione in CSV tiene conto delle visivilità e delle posizioni impostate.
  7. Se intendete segnalare un errore dell'applicazione (della qual cosa vi sarei grato) vi prego di attivare i log avviando l'applicazione da terminale con la seguente riga di comando: java -D"org.slf4j.simpleLogger.log.it.usna=debug" -D"org.slf4j.simpleLogger.showDateTime=true" -jar <path completo>\shellyscan-x.x.x.jar, produrre l'errore ed allegare alla segnalazione tutto ciò che compare sul terminale.